Categoria: Lavoro

  • Quanto sono importanti le insegne in plexiglass?

    Quanto sono importanti le insegne in plexiglass?

    Molte attività commerciali hanno la necessità di distinguersi da tutte le altre e un’insegna è sicuramente il modo migliore per differenziarsi e attirare l’attenzione di nuovi clienti.

    Le insegne in plexiglass non solo riescono a garantire uno stile unico ma sono anche personalizzabili in base alle proprie esigenze e al proprio gusto personale. Inoltre, sono la scelta migliore per chi ha un’attività commerciale su strada perché sono visibili a tutti e non passano inosservate.

    Perché scegliere un’insegna in plexiglass per la propria attività

    Il plexiglass è un materiale molto versatile ed è perfetto per realizzare insegne pubblicitarie, infatti grazie a questo materiale è possibile creare insegne di ogni tipo, forma e dimensione. Quadrati, rettangoli, scritte luminose, di design, piccole, grandi, da interno o da esterno, insomma, le insegne in plexiglass riescono davvero ad accontentare e soddisfare le richieste di tutti.

    Una cosa molto importante è non confondere le insegne in plexiglass con delle semplici stampe su cartelloni pubblicitari. Molto spesso infatti si tende a confondere una stampa su plastica perché è molto simile a quella su plexiglass, ma in realtà è una cosa completamente diversa.

    Come abbiamo detto già prima il plexiglass è un materiale molto versatile e flessibile, infatti, può essere utilizzato per moltissimi scopi ma risulta perfetto per la realizzazione di insegne pubblicitarie.

    Quello che distingue il plexiglass dagli altri materiali è la sua lunga durata e la facilità con cui si può pulire. Inoltre, le insegne in plexiglass non ingialliscono nel tempo e non vengono alterate dalle intemperie.

    Ultimo, ma non meno importante, punto di forza delle insegne in plexiglass è il prezzo che risulta molto conveniente.

    Altri vantaggi di questo strumento pubblicitario

    Ad oggi le insegne in plexiglass sono di grande tendenza, ma non solo, ormai il plexiglass viene utilizzato davvero per tutto a partire dai box doccia, insegne, sgabelli, appendiabiti e tutti i complementi d’arredo che si possono immaginare.

    Il plexiglass risulta essere trasparente, resistente e i colori aderiscono meglio alla superficie.

    Le insegne in plexiglass vengono interamente realizzate da artigiani esperti del settore che prima stampano l’immagine scelta dal cliente sul retro del pannello in plexiglass che successivamente viene sigillata. Una volta fatto questo si pensa a rendere i colori più brillanti tramite uno strato di vernice bianca che viene applicata su tutta la superficie della lastra o solo dietro l’immagine.

    Un altro vantaggio delle insegne in plexiglass è che sono completamente personalizzabili, infatti, è possibile anche creare delle singole lettere in plexiglass per chi non volesse una grande insegna. In questo modo possono essere rispettate tutte le eventuali esigenze a partire dalle misure fino ai colori.

    La cosa importante è affidarsi sempre ai professionisti del settore che grazie alla competenza e all’esperienza riusciranno sicuramente a soddisfare le esigenze di tutti. Anche perché l’insegna in plexiglass sarà la prima cosa che i clienti noteranno, ecco perché è importante creare un’insegna in grado di catturare l’attenzione e che inviti il cliente ad entrare nella vostra attività commerciale.

  • La legge sulla sicurezza sul lavoro

    La legge sulla sicurezza sul lavoro


    La legge 81/08, detta anche Testo Unico sulla Sicurezza, descrive le norme relative alla sicurezza e alla salute del lavoratore sul proprio posto di lavoro e trova il suo fondamento in diversi principi presenti nella Costituzione Italiana. Per esempio si basa sull’art. 32, secondo il quale il diritto alla salute e all’integrità fisica é essenziale per l’uomo.
    La legge é entrata in vigore il 15 maggio 2008 ed é formata da 306 articoli.

    Obiettivi della Legge 81/08


    Quando il decreto é stato varato aveva come obiettivo quello di stabilire delle procedure e prevenzioni per rendere più sicuri i posti di lavoro in modo da ridurre al minimo l’esposizione del lavoratore ai rischi, evitando quindi incidenti o infortuni oppure evitare di contrarre una malattia professionale.

    Misure generali previste dal Testo Unico sulla Sicurezza


    Le misure di prevenzione sono molte. Verranno citate quelle più importanti che sono applicate per i lavoratori privati e pubblici ed autonomi che per lavoro si recano all’interno di aziende. Le misure sono finalizzate alla diminuzione degli infortuni sul lavoro.

    • Programmazione della prevenzione.
    • Valutazione dei rischi per ciascuna attività lavorativa.
    • Eliminazione o riduzione al minimo dei rischi.
    • Rispetto dei principi ergonomici per i posti di lavoro, le attrezzature e nell’organizzazione generale del lavoro.
    • Formazione distinta per ogni tipo di lavoro.
    • Sostituzione delle attrezzature ritenute pericolose.
    • Utilizzo limitato di agenti biologici, chimici e fisici nel posto di lavoro in modo da prevenire incidenti e di mantenere l’agibilità di tutti gli ambienti.
    • Controllo sanitario del lavoratore.
    • Gestione ed amministrazione con apposito servizio di prevenzione per ridurre i rischi.
    • Formazione adeguata per ogni categoria di lavoratori.
    • Misure di emergenza in caso di incendio, evacuazione e di primo soccorso.
    • Utilizzo di segnali appositi di sicurezza.
    • Indicazioni delle mansioni che potrebbero esporre il lavoratore a rischi specifici.


    Se queste misure non vengono rispettate, il lavoratore ha diritto a fare ricorso alla Corte Costituzionale, anche nel caso dell’insorgere di una malattia.

    Quale categoria di lavoratore tutela la Legge 81/08


    La legge viene applicata a tutti i lavoratori, subordinati ed autonomi, e ai soggetti equiparati ad essi.

    Figure previste dal Testo Unico per supportare il datore di lavoro


    Il medico competente, l’RSPP (responsabile del servizio di prevenzione e protezione dei rischi) e l’RLS (rappresentante del lavoratore per la sicurezza) sono le tre figure che affiancano il datore di lavoro per la corretta applicazione delle norme di sicurezza. Spesso lavorano a stretto contatto, soprattutto nel corso della riunione periodica aziendale sulla sicurezza.

    Squadra antincendio


    Le aziende che impiegano più di cinque lavoratori deve incaricare un gruppo di lavoratori in grado di attuare le misure di prevenzione in caso di incendio o evacuazione dei luoghi di lavoro. Tali lavoratori seguono un corso apposito.
    Nelle aziende più piccole questo incarico può essere assunto dal datore di lavoro dopo aver seguito il corso.

    Documento di valutazione dei rischi


    Il DVR é un documento che deve essere obbligatoriamente redatto dall’azienda che impiega almeno un lavoratore, e deve contenere i seguenti elementi:

    • Valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute a cui viene esposto il lavoratore.
    • Descrizione dell’azienda
    • Organigramma delle norme di sicurezza.
    • Misure di protezione messe in atto a seguito della valutazione.
    • Valutazione dei rischi specifici, per le aziende che impiegano lavoratori che sono esposti a radiazioni, rumori o prodotti chimici.


    Il DVR deve essere datato e firmato dal datore di lavoro, dal medico competente e dall’RSPP e RLS quando sono previsti.
    Per le aziende con bassi rischi, é sufficiente compilare un modulo specifico previsto dal Ministero del Lavoro.


    La mancata osservazione degli obblighi di legge da parte del datore di lavoro porta sia a sanzioni amministrative che penali.

  • Quali sono le attrezzature di base di un odontoiatra

    Quali sono le attrezzature di base di un odontoiatra

    L’odontoiatra, per la sua attività, ha bisogno di tutta una serie di attrezzature e di strumenti indispensabili per rendere al meglio. Tra questi, possiamo distinguere alcuni che sono impiegati esclusivamente soltanto per determinate operazioni e, quindi, solo laddove sussistano alcune patologie, mentre altri attrezzi e strumenti, invece, rappresentano la quotidianità dell’odontoiatra e del suo assistente.

    Vediamo quindi quali sono questi attrezzi e strumenti di cui si serve l’odontoiatra, cercando di conoscerci meglio più da vicino.

    Il riunito odontoiatrico

    Ciò che rappresenta il cuore principale dello studio odontoiatrico prende il nome di riunito: si tratta, semplicemente, di due poltrone, la prima è rappresentata della poltrona sulla quale si siede il paziente mentre la seconda consiste in quella utilizzata dal dentista.

    La poltrona odontoiatrica è divisa in due parti essenziali. La prima, denominata lato operatore, è quella nella quale prendono posto l’odontoiatra e il suo assistente mentre dal lato opposto vi sono tutti gli strumenti necessari: possiamo quindi avere la faretra in modo particolare, dove prende posto la turbina, i vari manipoli e la siringa che eroga aria e acqua. Alla faretra sono collegati sia la pedaliera che la pulsantiera, elementi fondamentali in quanto consentono di avviare e regolare le varie attività e funzioni che si devono svolgere.

    Importante, dal lato dell’operatore, è anche il porta tray, ovvero il vassoio dove sono riposti i vari strumenti che non sono collegati al riunito.

    Infine, dal lato dell’assistente possiamo trovare tre elementi: l’aspira saliva, il porta bicchiere e la sputacchiera, oltre a uno schermo attraverso il quale il paziente può osservare i vari trattamenti che gli vengono eseguiti.

    La faretra: gli strumenti principali

    Sulla faretra possiamo distinguere essenzialmente tre ordini di strumenti principali: i manipoli, la siringa e la turbina.
    I manipoli, dotati di un piccolo motore, sono gli attrezzi laddove verranno applicate le varie punte a seconda degli interventi che si devono eseguire. La siringa che rilascia aria e acqua ha il solo compito di asciugare e lavare la bocca del paziente mentre la turbina, infine, viene utilizzata dall’odontoiatra per eseguire trattamenti che richiedono particolare attenzione e precisione nel loro svolgimento.

    Altri strumenti

    Oltre a quelli che sono gli attrezzi e gli strumenti principali che si trovano lungo il riunito odontoiatrico, vi sono tutta una serie di altri strumenti di cui si avvale il dentista. La leve e le pinze, ad esempio, sono necessarie per svolgere le operazioni di estrazione mentre frese e spatole vengono impiegate per rimuovere delle sostanze dentali, per prendere le impronte della bocca o anche per sistemare il materiale necessario per le otturazioni

    L’occorrente per la diagnostica

    Lo studio dentistico non si compone solo di attrezzi e strumenti per svolgere le attività ma anche di tutta una serie di componenti necessari per svolgere operazioni di diagnostica. Vi sono infatti le lampade denominate fotopolimerizzatrici che vengono impiegate per diagnosticare le carie e per rendere più duraturi e resistenti i materiali impiegati per le otturazioni e per le protesi.

    Fondamentali sono anche l’insieme degli strumenti utilizzati per svolgere gli esami radiografici, al fine di analizzare in profondità i tessuti del cavo orale.
    L’insieme di questi strumenti prende il nome di unità radiografica e si sostanzia in tutta una serie di dispositivi d’ingrandimento che sono necessari sia al medico odontoiatrico quanto al suo assistenze per avere una maggiore visione d’insieme della bocca e dello stato dei tessuti sui quali devono intervenire.

    Molto utile è anche il motore chirurgico, uno strumento che viene per lo più utilizzato per preparare il tessuto osseo nel momento in cui si deve procedere all’impianto in titanio. Il motore, in questo senso, è di fondamentale importanza in quanto serve per raffreddare la fresa ma anche per regolare i vari livelli di intensità e di velocità di quest’ultima.

    Infine, non può mancare il laser, molto importante non solo per l’attività pratica ma anche per l’attività diagnostica in quanto è uno strumento molto utile per rivelare la presenza delle carie.

    Dispositivi utilizzati per la protezione individuale

    Per lo svolgimento della propria attività, sia il medico odontoiatrico che il personale di assistenza, si avvalgono di tutta una serie di supporti di protezione quali occhiali, guanti e mascherine.

  • Mestieri in evoluzione

    Mestieri in evoluzione

    Se si guarda al passato, ci si può facilmente rendere conto di quanto il mondo del lavoro sia cambiato. Sono innumerevoli i mestieri che, per un motivo o per un altro, hanno subito una netta trasformazione o sono totalmente scomparsi. Quando si parla di mestieri in evoluzione è facile pensare a quelle figure lavorative, appartenenti ad un passato ormai remoto, che oggi hanno dovuto subire una grossa mutazione per rimanere rilevanti o che sono sparite senza lasciare alcuna traccia, ma la realtà è che, a causa della rapidissima evoluzione tecnologica degli ultimi anni, praticamente qualsiasi lavoratore ha dovuto adattarsi all’avvento della tecnologia digitale ed ai giganteschi cambiamenti che questa ha portato.

    Si possono contare sulle dita di una mano i lavori che non hanno dovuto prendere parte a questa rapida evoluzione; persino figure artigianali come quella del fabbro, sempre indispensabile per l’apertura porte grazie ad un fabbro Torino centro o per la riparazione delle serrature, hanno ampliato le proprie competenze e hanno dovuto trasformare il proprio mestiere per rimanere rilevanti nel mondo del digitale. Questo processo di evoluzione e trasformazione, che segue passo passo lo sviluppo tecnologico, non solo non accenna ad arrestarsi, ma sembra addirittura destinato ad espandersi con sempre maggiore rapidità grazie alla comparsa di sempre nuovi mestieri, legati all’ambiente social di internet, ed all’invasione di nuove tecnologie per la casa che trasformeranno completamente la vita di tutti noi

    Cosa accadrà ai vecchi lavori?

    La scomparsa di alcune figure lavorative, inevitabilmente, è sempre percepita come un evento da evitare. E se è vero che si dovrebbero maggiormente tutelare alcuni mestieri che rischiano l’estinzione, perché questi rappresentano dei veri e propri pezzi di storia e di artigianato che non dovrebbero scomparire, altri mestieri sono inevitabilmente destinati a scomparire. Se guardiamo ad appena 100 anni fa, ovvero ai primi anni del 1900, possiamo osservare come il mondo del lavoro sia totalmente cambiato e abbia continuato a mutare costantemente senza mai fermarsi. L’invenzione dei macchinari ha fatto sparire, ad esempio, alcune figure lavorative che si dedicavano all’artigianato, così come l’avanzamento tecnologico ha fatto comparire e scomparire la figura professionale del centralinista.

    Proprio quest’ultimo esempio dovrebbe fare riflettere su cosa accadrà ai vecchi lavori: l’avvento delle nuove tecnologie potrà anche far scomparire alcuni mestieri, ma ne porterà con se di nuovi e ne trasformerà, profondamente o meno, altri. Rimanere rilevanti nel mondo in continua evoluzione del lavoro necessita lungimiranza, voglia di aggiornarsi e capacità di mettersi in gioco. Per citare l’esempio del fabbro portato in precedenza, oggi questa figura professionale si trova a dover svolgere il proprio lavoro aggiornandosi costantemente sulle nuove tecnologie e sui nuovi materiali utilizzati per porte, serrature e tapparelle.

    Come si evolveranno i vecchi mestieri?

    Dove porterà questa evoluzione è praticamente impossibile da dire. Anche solo immaginare come si evolveranno i vecchi mestieri tra cinque i dieci anni sembra impossibile: nessuno riusciva ad immaginare, all’uscita dei primi cellulari, il cambiamento che i successivi smartphone avrebbero portato nel mondo del lavoro e nella vita di tutti i giorni. Certo, è possibile prevedere che, tra pochi anni, il mondo avrà bisogno di un numero sempre maggiore di persone in grado non solo di utilizzare un computer, ma di veri e propri esperti di tecnologia, in grado di utilizzare pienamente quello che le nuove tecnologie avranno da offrire. Con il sempre crescente utilizzo delle nuove tecnologie in ogni settori, ci si aspetta che il mondo avrà bisogno di meccanici in grado di riparare auto che si guidano da sole, fabbri che si occupino di sbloccare e riparare smart lock sempre più complesse ed elaborate ed artigiani che sostituiscano i propri attrezzi con strumenti che garantiscano una precisione millimetrica e che portino la loro maestria ad un livello ancora superiore.

  • Le regole da rispettare per assumere personale domestico e evitare problemi

    Le regole da rispettare per assumere personale domestico e evitare problemi

    L’assunzione di personale domestico richiede la regolarizzazione immediata di determinate categorie lavorative. L’inserimento di badanti prevede una serie di norme che devono essere rispettate a dovere. Ecco cosa dice la *guida Inps a riguardo, con la prospettiva di portare a termine un iter burocratico del genere senza alcun errore.

    *Quali soluzioni attuare per assumere colf e badanti in piena tranquillità*

    Sono numerose le soluzioni che possono essere messe in pratica per una corretta assunzione di una colf o una badante. A tal proposito, un’ agenzia per badanti può senz’altro venire in soccorso di chi necessita di tali figure professionali. Chi vuole può affidarsi al *Libretto Famiglia Inps, mentre in altre circostanze bisogna attivare un contratto regolare e fare in modo che il rapporto di lavoro sia tracciato senza alcuna difformità.

    Molte famiglie potrebbero trovare poco conveniente l’assunzione regolare di un profilo del genere, dato che vanno aggiunte le tasse dovute allo stipendio effettivo. Anche per tali motivazioni, il lavoro domestico è caratterizzato da una percentuale di lavoro nero alquanto preoccupante, raccogliendo anche autisti, cuochi e baby-sitter. Ad ogni modo, una simile assunzione deve vedere l’esecuzione di una procedura ben precisa, che deve essere portata avanti dal datore di lavoro in maniera adeguata per evitare qualsiasi sanzione economica o implicazione di ogni sorta.

    Se un datore di lavoro assume un collaboratore senza regolarizzarlo, va incontro a multe molto salate la cui entità può anche superare la cifra investita per la regolarizzazione stessa. Di conseguenza, un procedimento di questo tipo assume una rilevanza fondamentale. Va tenuto inoltre in considerazione che una collaborazione al di sotto delle 280 ore all’anno non necessitano di alcun contratto di assunzione, ma è sufficiente il Libretto Famiglia per rimettere la situazione a posto. Ci pensa l’Inps a stabilire determinate normative, con la prospettiva di assumere colf e badanti rispettando pienamente le regole.

    *Come agire prima di assumere badanti Verona*

    Una volta stabilita la figura professionale da assumere in maniera regolare, non bisogna fare altro che procedere all’attuazione dell’iter. Ad ogni modo, diversi parametri possono fare la differenza in un procedimento così elaborato. Per esempio, la nazionalità è un elemento che non va mai lasciato in secondo piano.

    Se la persona che sta per essere assunta è di nazionalità italiana o europea, il datore di lavoro può assumerla in maniera diretta. Deve solo stabilire gli orari, gli stipendi e le eventuali ferie, senza la necessità di iscrizione al proprio centro per l’impiego. Ovviamente, deve avere una carta d’identità, un codice fiscale e una tessera sanitaria aggiornata, che devono essere regolarmente presentati. Se il dipendente è minorenne, deve presentare anche il certificato di idoneità rilasciato dall’ASL e la dichiarazione dei genitori o di chi detiene la potestà familiare.

    Nel caso in cui la figura da assumere sia un extracomunitario residente in Italia, la compilazione del modello Q non è più necessaria, essendo stata abolita dal mese di novembre del 2011. Attualmente, bisogna invece presentare una serie di Comunicazioni obbligatorie, relative all’assunzione, alla variazione e alla cessazione di un eventuale contratto di lavoro. Vanno inviate mediante le relative procedure online, con il lavoratore che deve avere semplicemente un permesso di soggiorno valido. Quando quest’ultimo viene rinnovato, il dipendente deve inoltre presentare la copia del modulo UniLav in Questura.

    Infine, se il lavoratore è un extracomunitario non residente in Italia, bisogna attenersi al Decreto Flussi, che evita che la quantità di persone aumenti in maniera eccessiva su base annuale. I badanti * che non appartengono all’Unione Europea devono attendere i dati collegati al Decreto Flussi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale e presentare la relativa domanda di *nulla ostaper ottenere il permesso di lavoro per l’arco di tempo prestabilito.

    *Come concludere l’assunzione nei termini previsti*

    A questo punto, non resta altro da fare che formalizzare l’assunzione in maniera definitiva. Il contratto di lavoro deve essere stipulato in forma scritta e la relativa comunicazione va presentata all’Inps fino alla giornata precedente rispetto alla data di avvio del rapporto lavorativo. Il datore deve entrare nel sito Internet dell’Inps e accedere all’area relativa alla Comunicazione, compilando il modulo richiesto. Tra le informazioni essenziali del contratto, non possono assolutamente mancare la data di inizio del rapporto, la categoria professionale, la durata della prova, gli orari, il riposo settimanale, la retribuzione su base oraria e tutto ciò che riguarda vitto e alloggio.

    Se la collaborazione non supera le 280 ore all’anno, il pagamento può essere effettuato tramite il Libretto Famiglia, che consente l’erogazione dello stipendio relativo alle prestazioni occasionali dei collaboratori domestici. Anche in questo caso, l’intera procedura può essere effettuata sul web inserendo la quantità di libretti da comprare. Ognuno di questi ha un valore economico pari a 10 euro per prestazioni occasionali fino al massimo di un’ora di durata, 8 dei quali vanno al collaboratore, 1,65 alla gestione separata Inps, 0,25 all’Inail e gli altri 0,10 servono per finanziare la prestazione di lavoro occasionale e i relativi compensi.

    Consigliamo di rivolgervi a una delle numerose agenzie per evitare problemi con tutta questa burocrazia. Grazie ai dati forniti dall’agenzia di Verona di Gallas Group, che potete contattare qui: www.gallasgroup.it/contatti/agenzia-badanti-verona/

  • Cos’è la Medicina del Lavoro

    Cos’è la Medicina del Lavoro

    Fu Padre Agostino Gemelli entusiasta e convinto sostenitore di una branca della medicina che affiancasse i lavoratori, a volere che nello statuto della sua Università (l’attuale policlinico Gemelli di Roma) venisse considerata una tale disciplina.

    Egli vedeva in alcuni lavori usuranti una minaccia a carico delle facoltà psicofisiche di alcuni operai che ripetevano le stesse operazioni migliaia di volte al giorno e da buon ricercatore si interessò all’interazione di certe tipologie lavorative con il benessere degli addetti.

    Fu il primo a porre il problema delle attitudini individuali verso determinate professioni; famosi i suoi studi sulle caratteristiche psicotecniche degli avieri.

    Grazie alle considerazioni di Giuseppe Toniolo volte ad allargare le vedute sulla nuova disciplina, coinvolgendo altri aspetti e conseguenze di alcuni tipi di lavoro usuranti o pericolosi emerse la natura anche politica di determinati aspetti. Padre Gemelli morì prima che il suo progetto si concretizzasse.

    La Società Nazionale di Medicina del Lavoro nacque nel 1929 ma in seguito agli eventi successivi come la guerra, la ricostruzione, il boom del lavoro femminile, gli aspetti da considerare furono tali e tanti (ivi compresa la differenza strutturale tra i sessi), che solo negli anni 70 si cominciò a delineare la Medicina del Lavoro così come la conosciamo oggi.

    La MdL oggi

    La MdL riguarda la diagnosi, la prevenzione e la cura delle malattie legate all’attività professionale. Un medico del lavoro deve possedere conoscenze in merito alla prolungata esposizione del lavoratore ad agenti fisici, chimici o biologici e allo stress correlato al lavoro.

    L’esposizione ad agenti chimici, il contatto con acidi o basi forti, l’ingestione di questi tramite la respirazione, determinano conseguenze sull’apparato respiratorio, digerente, nervoso, che il medico del lavoro deve conoscere e prevenire.

    Lo stesso dicasi per gli agenti fisici come le radiazioni ionizzanti, raggi U.V., raggi X o gamma, rumori e vibrazioni; infine il rischio biologico relativo all’esposizione a batteri, virus, prioni, funghi, parassiti ed il rischio psicosociale da stress ed attività ansiogene.

    Le attività a rischio di alcune tipologie lavorative vanno individuate, protette con tutti gli strumenti disponibili e controllate con dispositivi che ne misurino l’esposizione se possibile e/o tramite controlli periodici, al fine di prevenire la malattia professionale.

    La normativa italiana

    Il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro (d.l. 81/08) prevede che ogni azienda o datore di lavoro debba effettuare una valutazione del pericolo in merito all’attività del personale.

    Qualora riscontrati elementi di rischio sulle postazioni lavorative, dovrà essere istituita un’apposita sorveglianza sanitaria, la cui gestione va affidata ad un medico competente nominato dall’azienda o dal datore di lavoro.

    Il ruolo di medico competente va affidato ad un medico del lavoro oppure a specialisti in igiene e medicina preventiva o medici legali e delle assicurazioni, previo uno specifico corso di post specializzazione.

    In ottemperanza all’art. 39 del d.l. 81/01, il datore di lavoro ha tre possibilità:

    • adottare una convenzione con un istituto privato o pubblico che gli assegni un proprio medico competente;
    • convenzionare un’idonea figura medica da libero professionista;
    • assumere in azienda un medico competente.

    Nel primo caso l’azienda può usufruire di strutture che eroghino sorveglianza sanitaria e prestazioni di sicurezza; in caso di aziende multisedi questa opzione è complicata poiché in Italia sono poche le strutture che garantiscano il servizio di MdL in Global Service.

    Affidandosi ad una struttura pubblica è da tener presente che i medici che si occupano della vigilanza non possono nel contempo ricoprire il ruolo di medico competente; le due figure sono autonome e scollegate. Il SSN eroga il servizio di prevenzione attraverso l’ISPESL e le sue ASL, che a loro volta amministrano il servizio prevenzione.

    Il Servizio di Prevenzione e Sicurezza Sul Lavoro (SPSAL) la cui sigla può variare nelle diverse Regioni è l’organismo al quale un lavoratore che ritenga di accusare sintomi collegabili alla propria attività lavorativa, deve appellarsi in caso di un non riconosciuto nesso tra malattia e rischio professionale da parte del medico competente aziendale.

    La principale attività degli organismi deputati dalla ASL sono infatti rivolti alla sorveglianza verso il rispetto delle leggi sulla tutela della salute dei lavoratori da parte delle aziende, ma questi erogano anche assistenza ai datori di lavoro, formazione e informazione ai lavoratori.

    Fonte delle informazioni: https://www.gdmsanita.it/medicina-del-lavoro-torino.php

  • Scegliere un notaio a Milano tra servizio e preventivo notarile

    Scegliere un notaio a Milano tra servizio e preventivo notarile

    Se state cercando un notaio a Milano, vi sarete forse accorti che scegliere è meno facile di quanto potrebbe sembrare a prima vista. Se invece non vi siete ancora messi in pista, ma state per farle, be’, ve ne accorgerete presto. Sebbene la distribuzione degli studi notarili sia stabilita per legge in modo che il servizio reso ai cittadini sia uniformemente presente su tutto il territorio nazionale in base al numero di abitanti, è infatti evidente che di notai a Milano ce ne sono davvero tanti, non fosse altro che proprio per quanti vivono in città e possono dunque aver bisogno di questo professionista: ed ecco che si ingenera quello che potremmo definire il classico imbarazzo della scelta. Tra tutti questi studi notarili milanesi, quale scelgo? In base a cosa? Come faccio a scegliere ciò che è meglio per me? Sempre più persone, forti del giusto deside
    rio di informarsi in modo corretto prima di prendere una decisione e dunque di non farsi guidare dal caso, si pongono queste domande, che le portano a inoltrarsi nel mondo non certo semplice del notariato.

    Qualche indicazione per scegliere il tuo notaio a Milano

    Dunque, ci siamo messi alla ricerca di un notaio Milano e ora ci stiamo interrogando su come scegliere tra i molti nomi che abbiamo davanti. La prima cosa che ci viene in mente, naturalmente, è quella di chiedere un preventivo: sapere quanto ci costerà è un parametro intuitivo e indubbiamente importante, ma siamo sicuri che sia l’unico? Secondo aspetto che istintivamente andremo a prendere in considerazione è quello della posizione: tra i notai di Milano, saremo portati a scegliere quello che si trova in posizione più comoda rispetto a dove abitiamo o lavoriamo. Ma siamo sicuri che una buona scelta non valga qualche metro in più?

    È proprio qui che nascono i problemi, perché una ricetta valida per tutti purtroppo non si può dare: qualche importante indicazione sì, però. Dovremmo infatti ricordarci sempre che il notaio è probabilmente il massimo esperto nelle questioni di cui si occupa e che difficilmente potremo avere un consulente più preparato di lui, con in più la sicurezza che tutto quanto ci dirà e ci consiglierà di fare sarà in tutto e per tutto conforme alla legge. Le domande che forse dovremmo porci dunque dovrebbero riguardare il come percepiamo lo studio, il servizio offerto, la disponibilità del notaio, la propensione a fornirci una consulenza, come ci sentiamo considerati e accolti. È proprio per questi motivi che non è possibile dare una soluzione uguale per tutti: si tratta di parametri molto personali e che dunque variano a seconda di propensioni
    , caratteri, situazioni. Ed è anche questo il motivo per cui è possibile che anche il passaparola fallisca miseramente: ciò che vale per il mio parente o il mio amico, per quanto in buona fede, può non valere per me.

    Teniamo sempre a mente che le questioni per cui ci stiamo rivolgendo a questo professionista avranno probabilmente un impatto importante nelle nostre vite (d’altra parte proprio la tutela del cittadino in queste occasioni è uno dei compiti principali del notaio): quindi armiamoci di tutto il nostro intuito e la nostra buona volontà per scegliere al meglio. Di notai a Milano, si diceva, ce ne sono per tutti i gusti: sicuramente anche quello che fa per noi.