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  • Forex tester: un software per simulare il mercato

    Forex tester: un software per simulare il mercato

    Forex tester: che cos’è e quando utilizzarlo

    Lo studio del mercato valutario, degli aspetti economici e finanziari che lo influenzano, della terminologia, delle strategie e di tutti gli aspetti teorici che riguardano il Forex Market sono oggi facilmente reperibili.

    Libri ed e-book, dispense fornite dai broker, corsi di aggiornamento e molto altro permettono di formarsi un’ottima base teorica su cui poter lavorare. Per quanto riguarda invece l’aspetto pratico, molti trader, soprattutto quelli alle prime armi, si trovano spesso in difficoltà perché gli strumenti per testare la loro abilità pratica sono molto di meno.

    Tra i migliori, tuttavia, c’è Forex tester, un simulatore che permette di allenarsi in tutta sicurezza, testando strategie e tecniche di trading senza rischiare di perdere il proprio capitale per errori tipici degli inesperti.
    Come ogni software, Forex tester presenta diverse versioni, sempre più aggiornate, offrendo ai trader che ne fanno uso la possibilità di avere sempre più possibilità di studio.
    trading automatico
    Forex tester o conti demo?

    Quando si apre un account presso un broker, una reale possibilità di allenamento al trading è data dai conti demo. Si tratta di un modo molto utile per comprendere come funziona il mercato valutario e, allo stesso tempo, per provare le proprie strategie senza rischiare nulla.

    Come si fa allora a decidere se sia meglio utilizzare l’account demo o un simulatore come Forex tester? Va subito specificato che Forex tester è uno strumento più completo rispetto ai conti demo perché offre la possibilità di caricare molte più situazioni di mercato.

    Mentre un conto demo, infatti, segue il mercato giornaliero, con gli stessi tempi e modalità permettendo quindi di comprendere come funziona realmente il Forex, ma potendo utilizzare solo quelle determinate situazioni, un simulatore offre la possibilità di testare molti più aspetti di trading, non rispettando i reali tempi del Forex. Si possono ad esempio effettuare simulazioni su dati storici, offrendo quindi la possibilità di imparare anche dalle situazioni passate come muoversi in caso di crisi di mercato o di situazioni particolarmente favorevoli. Inoltre, si può tornare più volte sugli stessi dati per poter testare, per una stessa situazione, strategie differenti, per comprendere al meglio come muoversi e come sia meglio agire.

    Forex tester e il trading automatico

    La versione più aggiornata di Forex tester permette di scegliere tra due differenti possibilità, ossia la versione lite, che permette di effettuare il classico trading, da seguire ed impostare regolarmente, oppure la versione pro, che offre anche la possibilità di testare il trading automatico.

    La possibilità di avere un simulatore per il trading automatico non è molto facile da trovare e in questo Forex tester si distingue dalla maggior parte dei simulatori che, appunto, permettono solo di effettuare simulazioni ‘manuali’.

    Si tratta di una possibilità importante, visto che i Forex robot vengono sempre più spesso utilizzati nel trading, ma spesso senza sapere bene come impostare le proprie strategie per un trading automatico. Da questo punto di vista si può dire che Forex tester è un software molto completo.

  • Maschere di Halloween: le più spaventose di sempre

    Maschere di Halloween: le più spaventose di sempre

    Halloween è una delle feste preferite di bambini e ragazzi adolescenti. Questa festa anglosassone è entrata a pieno titolo nella classifica delle feste più mostruose e terrificanti dell’anno: bambini e ragazzi, per una notte, si trasformano in mostri, streghe, maghi e creature magiche spaventose per beffare la festa dei morti d’eccellenza, girando di casa in casa per il classico gioco del “dolcetto o scherzetto” e tornare con le sacche piene di caramelle e dolci.
    Ma c’è sempre una domanda che balena in ogni bambino prima che la festa inizia: come ci si maschera ad Halloween?

    Come mascherarsi ad Halloween?


    Per chi opta per la maschera di Halloween fai-da-te e per chi invece preferisce comprarne una elaborata, il dilemma è sempre forte.
    In commercio, a partire da inizio ottobre, fanno la loro presenza le maschere di mostri, di streghe e maghi, incentivando le persone a cercare sempre quella più mostruosa e spaventosa. Dai vestiti più classici a quelli più innovativi, le mostruose maschere di Halloween sono entrate nella storia per la loro mostruosità e per essere molto spesso molto realistiche.
    Le maschere ce ne sono davvero di tutti i gusti. Con un elaborato make-up facciale, è possibile rendere la sola maschera molto realistica, garantendo anche un notevole successo spaventando le persone, obiettivo principale della festa.

    Maschere di Halloween classiche e non


    Le maschere di Halloween più utilizzate dai ragazzi sono sempre le streghe, mostri, zombie e vampiri. Emblemi classici della morte, i travestimenti più classici garantiscono la giusta dose di divertimento e di spavento senza maschere troppo elaborate. Grazie all’uso di prodotti per capelli, da applicare sulle chiome per renderle più lucide per le streghe o sporche per gli zombie si può attingere senza sforzi eccessivi a maschere spaventose e, il più delle volte, orrende anche solo a guardarle.
    Vi sono anche vestiti di Halloween più originali e innovativi, spesso presi da film su Halloween o Horror, che attirano le persone ad immedesimarsi nei protagonisti e vivere per una notte poche ore di terrore. Trovare le maschere in centri specializzati sul tema è arduo, ma la vasta quantità e qualità di scelta aiutano i partecipanti della festa a trovare il vestito perfetto. Sono maschere semplici ma efficaci, le quali renderanno Halloween ancora più spaventoso e terrificante.

  • Lenti a Contatto Colorate Graduate: il prezzo medio

    Lenti a Contatto Colorate Graduate: il prezzo medio

    IL GIUSTO MIX TRA ESTETICA E BENESSERE DELL’OCCHIO


    Da sempre, le lenti a contatto sono state utilizzate per correggere i difetti della vista ottenendo vantaggi da un punto di vista funzionale e soprattutto estetico, permettendo di mettere da parte i tanto spesso odiati occhiali.
    Accanto alle classiche lenti trasparenti, col tempo si sono affiancate anche le lenti a contatto colorate: in tal modo, le case produttrici hanno iniziato a combinare le due esigenze, di bellezza e di benessere dell’occhio, dando vita a lenti a contatto colorate e graduate, permettendo quindi la correzione di tutte le patologie dell’occhio: miopia, astigmatismo, presbiopia, ipermetropia.

    MENSILI O GIORNALIERE? TRASLUCIDE O COPRENTI?


    E così come per le lenti classiche, anche per quelle colorate e graduate abbiamo prodotti a scadenze varie: mensili, settimanali ma anche giornaliere, permettendo quindi di adattare il colore dell’occhio ai vestiti o all’umore.
    Esistono due tipologie di lenti a contatto a carattere cosmetico: coprenti e traslucide. Le lenti coprenti, come suggerisce il nome, cambiano completamente il colore dell’occhio, a differenza delle traslucide, le quali coprono l’iride con una sorta di velo, donando all’occhio delle sfumature particolari ed accattivanti.

    OCCHIO ALLA MANUTENZIONE


    Anche per utilizzare le lenti a contatto colorate e graduate è indispensabile una manutenzione costante e puntuale, trattandosi di prodotti che vanno a contatto diretto con l’occhio e che quindi, se non correttamente igienizzati, potrebbero provocare infezioni. Quindi, tolte le lenti, sciacquare sempre con soluzione salina, massaggiandole, prima di riporle nell’apposito contenitore, prima sciacquato e poi riempito con soluzione salina. Inoltre, prima di utilizzare questo tipo di lenti, è sempre consigliabile rivolgersi al proprio oculista di fiducia.

    E I PREZZI?


    Oltre che dall’ottico, le lenti colorate graduate si trovano facilmente anche attraverso portali specializzati online. In linea di massima, le lenti mensili hanno un costo di circa 20 euro, che può scendere attorno ai 15-17 sui portali più convenienti. Attorno ai 12 euro, invece, possiamo trovare una decina di paia di lenti giornaliere.

  • Filler collagene: Interventi a Prato

    Filler collagene: Interventi a Prato

    I filler collagene ed il loro impiego nella moderna medicina estetica

    I segni dell’invecchiamento sono un problema che affliggono sempre più milioni di donne in tutto il mondo e non solo. La tendenza infatti a fare ricorso a tali metodi per combattere i segni dell’età ha visto una sostanziale impennata all’interno della popolazione. Il filler infatti è una sostanza che viene iniettata nella pelle per correggere un inestetismo in maniera assolutamente indolore e non invasiva. Moltissimi sono poi i campi di impiego. Si va dal rimpolpamento del viso all’eliminazione di rughe e solchi del derma, fino ad arrivare all’umento del volume di zigomi e labbra, e tantissimo altro ancora. Diverse sono poi anche le tipologie di filler iniettabili, per tale motivo è necessario affidarsi all’esperienza e alle conoscenze di un medico estetico di comprovata affidabilità, che decida l’intervento e gli strumenti adatti a seconda di ogni singolo paziente.

    La mia esperienza a Prato: un sogno diventato realtà

    Da moltissimo tempo le rughe sul contorno occhi e intorno alla bocca erano diventate una perenne ossessione. per fortuna con l’utilizzo del filler ed una struttura altamente specializzata nella città di Prato, sono riuscita a dire addio ai segni dell’invecchiamento. la mia esperienza infatti è totalmente positiva, in quanto gli effetti del filler collagene durano davvero a lungo ed il loro naturale assorbimento permette di evitare l’effetto plastica delle classiche protesi. L’intero intervento di riempimento delle rughe è durato davvero pochissimo e le iniezioni avvengono in più punti in maniera lieve e senza decorso o sintomi post applicazione. Un vero sogno quindi per chi, come me, cerca di dire addio ai segni del tempo che avanza in maniera intelligente e sicura presso una struttura altamente specializzata. Con le nuove sostanze bio compatibili poi tali interventi vengono realizzati ancor più in armonia con il resto del viso, per un effetto finale assolutamente naturale. Pertanto dite addio anche voi ai brutti segni dell’età, ma tornate a sorridere spensierati grazie a delle semplici iniezioni di filler collagene che ridonano infatti alla propria pelle la freschezza ed il tono della giovinezza.

    Se quindi volete anche voi effettuare un buon trattamento e prenotare un filler collagene a Prato, vi consiglio di andare dal Dott. Campione.

  • Scopri i vari tipi di Erpici

    Scopri i vari tipi di Erpici

    Nell’ambito di un’azienda agricola, un ruolo di primaria importanza viene svolto dalle erpici. Tale macchinario, che secondo molte fonti storiche risulta avere radici in Francia poco dopo l’anno 1000, risulta essere utilizzato per quella che viene definita erpicatura. Con tale termine tecnico si intende quell’operazione supplementare che viene svolta poco prima il momento della semina.
    Trainato da un mezzo che funge da motrice, l’erpice viene dunque adoperato per quelli che vengono definiti ‘lavori complementari.

    Erpici, una prima suddivisione in base al peso

    Partendo da questa breve definizione, è possibile suddividere tale macchinario in due categorie distinte. Parliamo di erpice ‘portato’ se tale mezzo risulta essere leggero e dunque la componente idraulica della motrice è in grado si sollevarlo dal suolo permettendone il trasporto.
    Si parla invece di erpice ‘trainato’ se il peso del mezzo è superiore e, per tale motivo, il mezzo motrice non sarà in grado di sollevarlo bensì, riuscirà solamente a trascinarlo.

    Nonostante tale suddivisione, la funzione basilare dell’erpice risulta essere pressoché la medesima. Prima dell’operazione di semina infatti vi è la necessità di sgretolare pezzi di terreno rimasti ancora di dimensioni troppo elevate. Allo stesso modo, si può presentare la necessità di spargere il concime da poco depositato. L’erpice venne sviluppata e pensata proprio per ovviare a questi possibili inconvenienti.
    Una metodologia particolare utilizzata per ‘sminuzzare’ il più possibile le zolle di dimensioni maggiori è quella di porre dei massi sulle braccia dell’attrezzo in modo tale da aumentare la pressione che questo riuscirà ad esercitare sul terreno stesso.

    Le erpici in base alle caratteristiche tecniche.

    Oltre alla classificazione in erpice ‘trainato’ o ‘portato’, che si basa principalmente sulle diversità di peso, è possibile effettuare una suddivisione in base all’efficienza e alle caratteristiche tecniche di ciascun modello.

    Erpice con denti rigidi
    Rappresenta l’embione, il primo stadio, la versione originaria dell’erpice. A partire dallo scheletro principale vengono fissati degli spuntoni di ferro che, talvolta, risultano avere la peculiarità di essere curvati verso l’interno.

    Erpice estirpatore
    Se nella versione a ‘denti rigidi’ le sporgenze sono molto numerose, nell’erpice ‘estirpatore’ le dimensioni risultano superiori. Ne segue logicamente che il suo utilizzo è principlamente collegato alla rottura di zolle di dimensioni maggiori caratterizzate dalla presenza di molte erbe e radici.

    Erpice con denti vibranti
    La caratteristica principale di questo macchinario è da cercare nelle protuberanze che smuovono il terreno. Queste infatti non sono rigide bensì, se sollecitate riescono a compiere flessioni anche modeste. L’erpice con denti vibranti si colloca così a metà tra le due precedenti descritte.

    Erpice a maglie
    Viene considerata tra le erpici meno utilizzate e più obsolete. Il suo impiego infatti non risulta più essere attuale bensì riguarda principalmente il passato.

    erpiciErpice a dischi
    Questa variante risulta costituita dall’alternanza di ruote dentate e dischi taglienti. I dischi a loro volta sono suddivisibili in ‘taglienti’ ed ‘obliqui’, a seconda della loro forma. La erpice a dischi viene adoperata in particolar modo su terreni piuttosto soffici.

    Erpice rotante
    Il suo principio di funzionamento è leggermente diverso rispetto a quello di una normale erpice. Infatti, questa versione risulta essere legata ad un movimento rotazionale e non ad un trascinamento. Lo svantaggio principale di tale caratteristica è quella di essere adattabile solamente a terreni in particolari condizioni.

    Da sottolineare come l’erpice trovi anche un’importante utilizzo nella lavorazione del terreno che ospiterà coltivazioni biologiche.

  • Master universitari in aula o master online? Fai la scelta giusta

    Master universitari in aula o master online? Fai la scelta giusta

    Ecco perché i master in aula convengono rispetto ai corsi online

    A volte è necessario andare controtendenza. Questo perché in un mondo in cui tutto ruota intorno ai servizi online, iscriversi a un master online a distanza non è la decisione migliore che si possa prendere. Il corso online fornisce una serie di nozioni, dà la possibilità di approfondire determinati argomenti, ma è carente di quella che è una componente fondamentale di un buon master universitario, cioè la possibilità di interagire e di prendere parte attivamente alle lezioni.

    Borse di studio per un master da affrontare in tranquillità

    Molti laureati decidono di frequentare master universitari online per ridurre le spese di iscrizione. Corsi di questo tipo, infatti, hanno un costo inferiore rispetto a quelli in aula. Occorre però tenere presente che la qualità è ben rapportata al prezzo e il livello di formazione acquisibile da dietro lo schermo di un computer non è mai equiparabile a quello che può trasmettere un insegnante in aula.

    Per trovare il giusto compromesso, la soluzione è quella di iscriversi a un corso in aula e tentare allo stesso tempo di ridurne i costi chiedendo una borsa di studio. A seconda dei requisiti di cui si è in possesso c’è addirittura la possibilità di ottenere vitto, alloggio, rimborso delle spese di viaggio e materiale didattico.

    BBS: master a Bologna

    Alla BBS solo docenti specializzati: tutti i docenti dei master sono professionisti di alto livello

    Bologna Business School, la scuola di formazione manageriale dell’università di Bologna, propone una vasta offerta formativa a livello di master universitari, con master full-time e master Executive che proiettano gli studenti direttamente nel mondo del lavoro.

    Liberi professionisti, consulenti di direzione aziendale, manager, i docenti dei master organizzati dalla BBS sono la prima garanzia di qualità per i corsi. Prendere parte ai master universitari di BBS significa consegnare il proprio futuro nelle mani di chi da anni lavora nel settore e non fornisce soltanto insegnamenti di tipo teorico, ma sa indirizzare gli studenti anche in quella che è la praticità del mondo del lavoro.

    Avere un contatto diretto con questi insegnanti permette di attuare con essi uno scambio di idee, di relazionarsi giorno dopo giorno e di confrontarsi sulle tematiche del master, dando vita un prezioso e reciproco accrescimento cultuale.

  • L’eleganza dei pavimenti per interni a venezia

    L’eleganza dei pavimenti per interni a venezia

    L’importanza dei pavimenti giusti per interni

    La casa è un bene fondamentale per la famiglia e va arredata con cura nei minimi dettagli. La scelta dei pavimenti interni va fatta accuratamente e deve rispondere a molte esigenze particolari e personali.

    Si deve valutare l’ambiente in cui si trova l’abitazione, diverse sono infatti le caratteristiche ed i bisogni di case di campagna da quelle di città. I rustici, ad esempio richiedono pavimentazioni che richiamino la tradizione.

    Un pavimento in cotto o realizzato con pietra rifatta e trattata è l’ideale per ridare e conservare le caratteristiche originali dell’abitazione. I pavimenti per interni a venezia rispondono a tutti questi requisiti e sono studiati nei minimi particolari.

    I pavimenti pratici per gli appartamenti cittadini

    Anche per gli appartamenti cittadini è di fondamentale importanza scegliere il tipo di pavimento giusto. I pavimenti per interni a venezia sono in grado di offrire varie soluzioni, tutte ottime a questo uso.

    Il grès porcellanato o la ceramica, ad esempio, sono entrambi materiali di facile posa in opera e manutenzione. Rispondono, inoltre, alle esigenze economiche di chi non vuole spendere un patrimonio. Sempre per gli appartamenti, soprattutto per la zona notte il parquet va per la maggiore.

    La sensazione calda che trasmette il legno si sente nell’ambiente dove è montato. Analogo discorso vale per il cotto. Sono realizzati materiali sempre più resistenti ed in particolare i pavimenti per interni a venezia derivano da studi completi per dare il massimo della praticità.

    I pavimenti per interni a venezia

    I pavimenti per interni a venezia rispondono ai requisiti necessari per accontentare ogni esigenza e portafoglio. Anche i materiali con cui sono realizzati sono i più svariati, gli esperimenti fatti da persone specializzate nel settore ed architetti, hanno portato a soluzioni sorprendenti.

    In particolare si è riusciti a realizzare pavimenti che assomigliano o addirittura vengono scambiati per legno pregiato con il grès, molto più pratico ed economico, oltre che resistente. Ecco quindi che tutta la casa può essere pavimentata con il parquet, non in legno, ma in grès, in grado anche di emulare la pietra ed il rame.

    I pavimenti per interni più resistenti

    Il grès porcellanato è, tra tutti i materiali proposti per la pavimentazione della casa, il più richiesto.

    Le sue caratterische di realizzazione lo rendono il più resistente e trattabile con minore fatica. Si accosta agli stili di arredamento più svariati ed il suo prezzo non è eccessivo. Ideale per tutte le stanze della casa e disponibile in moltissimi colori. Parquet

    Nei tipi di grès, che simulano il parquet si nota anche la venatura del legno ed un buon posatore di pavimenti può ottenere risultati di notevole pregio, accostando le varie parti.

    Legno per pavimenti per interni

    Il legno nei pavimenti per interni a venezia è particolarmente curato per soddisfare chi lo ama.

    Trasmette il calore, risultando caldo in inverno e fersco in estate e, con i trattamenti moderni e sofisticati, è in grado di tollerare l’umidità. Anche questo tipo di pavimentazione è ottima per tutta la casa.

    Diverso dal parquet che la tradizione ha tramandato, che è realizzato il legno massello, la cui levigazione ed trattamento per garantire resistenza e bellezza sono fatti dopo la posa in opera.
    I pavimenti per interni sono una scelta, che va valutata con cura, per l’estetica e la funzionalità di ogni abitazione.

     

  • Liquido per Lenti a Contatto: come si usa?

    Liquido per Lenti a Contatto: come si usa?

    Il liquido per le lenti a contatto risulta indispensabile per la loro cura e manutenzione.

    Esistono in commercio moltissimi prodotti specifici, tuttavia è bene distinguerli in tre classi principali, per conoscerne il corretto uso e la giusta composizione, ricordandosi sempre di scegliere tra marche e case farmaceutiche consigliate dal nostro oculista o dal nostro ottico di fiducia.

    Distinzioni Base

    Liquido Multiuso Tutto in Uno: è ideale per la persona dinamica che ha poco tempo a disposizione, è una soluzione acquosa sterile contenente prevalentemente sodio cloruro e acido borico. E’ efficace nei tre passi fondamentali, in una volta sola: disinfezione, pulizia e conservazione delle lenti a contatto morbide.

    I suoi principi migliorano il comfort e l’idratazione della lente, assicurando una buona lubrificazione del dispositivo medico.

    Gli ingredienti di queste soluzioni multifunzionali sono studiati per contrastare funghi e batteri che potrebbero depositarsi sulla lente a contatto.

    Soluzione salina sterile

    La soluzione salina sterile è utile per il risciacquo della lente a contatto, prima della sua applicazione: tuttavia non è sufficiente a distruggere gli elementi presenti, e assicurare la sua purificazione dagli agenti esterni. Sarà premura affiancare a questa soluzione fisiologica il liquido multiuso, necessario alla disinfezione della lente a contatto.

    Detergente quotidiano

    Questo liquido è un’ ulteriore possibilità di conservare le nostre lenti a contatto nella maniera più idonea, garantendoci una buona lubrificazione e sicurezza.

    Deve essere applicato ogni giorno sul dispositivo medico, delicatamente: una volta lasciato agire, si procederà a strofinare la lente da ambo i lati, per poi risciacquarla con la soluzione salina.

    Questa operazione servirà ad eliminare possibili depositi lipidici, smog e sostanze inquinanti a cui la lente viene a contatto nella vita di tutti i giorni, oltre ad eliminare le proteine lacrimali che si depositano.

    Come nel caso della soluzione salina, anche il liquido detergente non assicura la sterilizzazione della lente, ed è quindi estremamente necessario la soluzione disinfettante multiuso.

    Oltre all’utilizzo del liquido per le lenti a contatto, risultano molto utili le lacrime artificiali, che si trovano in commercio anche in soluzioni monodose, da portare sempre con se’ per garantire un perfetto comfort e prevenire la secchezza della cornea, complice di arrossamenti, bruciori e fastidi: questi, se trascurati, potrebbero portare ad una sensibilizzazione verso la lente a contatto e l’impossibilità di indossarla.

    Lacrime artificiali, come e perché

    Le lacrime artificiali contengono, oltre alla componente acquosa, una percentuale di proteine, sali minerali, sostanze protettive e grassi presenti naturalmente nel nostro occhio, indispensabili a garantirci una lubrificazione confortevole.

    Errori comuni di utilizzo e strategie

    Il flacone contenente il liquido per le lenti a contatto, che sia di soluzione disinfettante multiuso, di soluzione salina o detergente, una volta aperto, deve essere accuratamente conservato in un luogo pulito e asciutto, e chiuso ogni volta che viene utilizzato, per prevenire la dispersione delle sostanze mediche e per contrastare il contatto con germi e batteri.

    Non riutilizzare il flacone una volta terminato

    Risciacquare il contenitore delle lenti quotidianamente con soluzione salina e lasciare ad asciugarsi naturalmente. E’ importante sostituire il contenitore molto spesso. Buona Visione!

  • Scegliere un pavimento in legno composito in Veneto

    Scegliere un pavimento in legno composito in Veneto

    Perché scegliere un pavimento in legno composito?

    Decidere di pavimentare la propria abitazione scegliendo il legno composito, è una scelta intelligente e consapevole.
    Il legno composito, infatti, è un materiale riciclabile al 100%, prodotto in gran parte da fibre naturali ottenute senza provocare l’abbattimento di alberi. Inoltre, pur essendo esteticamente simile al legno, è più economico del comune parquet.

    Le caratteristiche

    Il legno composito conserva l’eleganza e il pregio del legno naturale ma è più pratico sia da posare sia da pulire. Questo materiale non richiede lucidature o levigature e si mantiene inalterato nel tempo.

    Essendo composto da fibre plastiche, dimostra un’estrema resistenza all’usura ed è molto pratico da mantenere pulito senza la necessità di ricorrere a detergenti aggressivi. Resiste agli shock termici dati anche da temperature rigide.

    E’ impermeabile ed ha una capacità assorbente minima. Il che lo rende estremamente adatto a qualsiasi ambiente umido. Non è attaccabile da funghi e non necessita alcun trattamento antitarlo.
    Inoltre è disponibile in svariate finiture e tonalità cromatiche a seconda delle esigenze.
    Non c’è alcun pericolo nel camminare a piedi nudi su di un pavimento in legno composito perché non produce schegge.

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    La soluzione ideale per diverse esigenze

    Oltre a essere una valida scelta per pavimentare la nostra abitazione, il legno composito può essere utilizzato anche negli spazi esterni. Infatti, è resistente sia allo scolorimento provocato dai raggi solari, che agli agenti atmosferici.

    Può essere utilizzato come pavimentazione per un patio o una terrazza, oppure per eseguire camminamenti sulla spiaggia.

    Inoltre è antisdrucciolo e può essere posto anche intorno ad una piscina, dove molti altri tipi di pavimentazione sarebbero sconsigliati.

    Praticità di posa

    Generalmente il legno composito viene fornito in doghe o quadrotti di varie misure e spessori, in base all’utilizzo cui è destinato. Non è necessario utilizzare alcun collante per l’installazione ma semplicemente delle apposite clip.

    Nel caso in cui il pavimento in legno composito venga posto all’esterno senza alcuna pavimentazione esistente, si dovrà predisporre un massetto in cemento, avendo cura di posizionare la nuova pavimentazione dando una pendenza dell’1% così da favorire il deflusso dell’acqua.

    Mentre per l’installazione nell’ambiente interno, si lasceranno 10 mm d’aria lungo le pareti, così da favorire la naturale dilatazione dovuta ai cambi di temperatura.

    Questo materiale può essere tagliato a misura facilmente, utilizzando gli stressi attrezzi indicati per il legno naturale

    La tradizione unita all’innovazione

    Il legno composito nasce dalla necessità di utilizzare materiali a basso impatto ambientale, pur mantenendo la naturalità data dal legno naturale. E’ quindi la soluzione ideale per chi non vuole rinunciare al calore del legno ma desidera rispettare l’ambiente. Grazie alla sua composizione permette di mantenere il pregio estetico del legno abbinato alla praticità e robustezza del materiale plastico.

    Essendo prodotto da materiali riciclati, non solo è meno costoso di molte altre soluzioni in legno, ma non ha bisogno di manutenzioni periodiche e può essere smontato per essere ricollocato in altri ambienti.

    Fonte: Pavimento in Legno composito in Veneto, scarpaparquet.it

     

  • Sigarette Elettroniche: l’Atomizzatore CE4 Seego

    Sigarette Elettroniche: l’Atomizzatore CE4 Seego

    Atomizzatore ce4 seego: come è fatto, come funziona e come si mantiene

    Quando si parla di atomizzatore ce4 seego si parla del motore della sigaretta elettronica: esso svolge la funzione fondamentale di vaporizzare il liquido (contenuto dentro la cartuccia) tramite il riscaldamento che viene effettuato dalla sigaretta elettronica.
    L’atomizzatore, collegato alla batteria con un connettore, necessita di maggiore attenzione e cura rispetto alla batteria ma meno rispetto alla cartuccia.
    Assemblati per assorbire il liquido della cartuccia, i due stoppini lo convogliano nella resistenza facendo sì che l’elemento riscaldante rimanga umido.
    Un atomizzatore ce4 seego, se ben curato, può arrivare a durare fino a sei mesi; tuttavia i casi in cui la conservazione dura così a lungo sono rari, perché sulla resistenza si formano residui difficilmente rimovibili.
    Per la sua manutenzione periodica è noto il sistema del Pistolero Solitario, che consiste nell’immersione dell’atomizzatore ce4 seego in una miscela di acqua e pastiglie che vengono usate per pulire gli apparecchi ortodontici.

    Atomizzatore ce4 seego: caratteristiche principali

    L’atomizzatore ce4 seego ha una capacità di 1,6 millilitri e una resistenza di 1,8 Ohm. È assolutamente compatibile con batterie di tipo ego, tra cui Ego LCD, Ego-T ed Ego a voltaggio variabile.
    Va ricordato che gli atomizzatori, per motivi igienici, non possono essere restituiti dopo l’utilizzo e non godono di garanzia.
    Sebbene il suo costo sia contenuto, l’atomizzatore ce4 seego è di qualità eccellente. Procura un colpo morbido, offre un’ottima esaltazione dell’aroma e una buona vaporizzazione.
    L’atomizzatore ce4 seego è di tipo usa e getta, e offre un utilizzo pratico e rapido per quanto riguarda il caricamento del liquido. E’ composto da un tappo a vite che consente una eccellente tenuta del serbatoio.
    È un tipo di atomizzatore consigliato ai soggetti che amano un colpo in gola morbido ma allo stesso tempo un ottimo livello di aromatizzazione.
    Le sue wick lunghe permettono un utilizzo della sigaretta elettronica anche con un livello di liquido basso. Inoltre, con l’evoluzione a ce4 è stato risolto il problema della condensa del ce2.

    Atomizzatore ce4 seego: imprevisti e risoluzione problemi

    Ogni atomizzatore ce4 seego viene testato ripetutamente prima di essere venduto o spedito. Tuttavia possono sussistere problemi imprevisti che impediscono il corretto funzionamento dell’atomizzatore ce4 seego nuovo. L'Efficenza dell'Atomizzatore CE4 SeegoPertanto va sempre verificato che non sia attivato il blocco pulsante: se il pulsante è bloccato, bisogna cliccarlo cinque volte per sbloccarlo.
    Inoltre (molto importante) non deve essere applicata un’eccessiva forza nella fase di avvitamento della batteria sullo stesso atomizzatore.
    Se accade questo, infatti, viene provocato lo schiacciamento del dischetto contro il supporto; la conseguenza negativa è l’assenza del contatto. L’eventuale problema può comunque essere superato tramite l’utilizzo di un attrezzino a punta, con il quale sollevare lievemente il contatto della batteria; dopo questa procedura dovrebbero esserci miglioramenti, ma se questi non vi fossero è necessario allora avvalersi della garanzia, seguendo la relativa procedura per sostituire il prodotto.
    La garanzia è da ritenersi valida se il venditore viene contattato nei tempi previsti, presentando il regolare scontrino fiscale di acquisto del prodotto e se la batteria ha un problema derivante da difetto di fabbrica, e non da usura da utilizzo.

  • Energia Biomassa: cos’è e come viene sfruttata

    Energia Biomassa: cos’è e come viene sfruttata

    L’energia da biomassa proviene da materia organica di origine animale o vegetale, che può generare calore, elettricità e meccanica. Questa è la forma più primitiva di ottenere energia, perché i nostri antenati già utilizzavano materiali organici per ottenere energia attraverso la combustione.

    La biomassa è utilizzata anche per produrre altre forme solide di energia come il carbone; nella produzione di combustibili rinnovabili come l’etanolo, il biodiesel, e il biogas proveniente da discariche.

    Inoltre la biomassa è considerata una fonte di energia rinnovabile perché produce una quantità inferiore di gas serra rispetto ai non-rinnovabili. Viene molto utilizzata per sostituire i combustibili fossili come il petrolio e il carbone e per produrre elettricità nelle centrali.

    Tipi di Energia Biomassa

    La biomassa può essere classificata in base alla sua origine: forestale, dove la principale fonte di energia è in legno; agricola con le produzioni di soia, riso, canna da zucchero, mais e altri; e rifiuti urbani e industriali, che possono essere solidi o liquidi, trovati nelle discariche e altri mezzi.

    Ogni materia prima per la produzione di energia da biomassa ha le proprie caratteristiche, variando la quantità energetica e i modi per estrarre questa energia. Dalla canna da zucchero, per esempio, è possibile estrarre lo zucchero, e il combustibile rinnovabile chiamato etanolo.

    Quattro modi per trasformare la biomassa in energia

    Ci sono quattro modi per trasformare la biomassa in energia:

    1 – Pirolisi: con questa tecnica, la biomassa è esposta a temperature estreme, senza la presenza di ossigeno al fine di accelerare la decomposizione della stessa. Ciò che rimane della decomposizione è una miscela di gas, liquidi (oli vegetali) e solidi (carbone di legna);

    2. Gassificazione: anche qui la biomassa è riscaldata in assenza di ossigeno, risultando come prodotto finito un gas infiammabile. Questo gas può ancora essere filtrato al fine di rimuovere alcuni residui chimici. La differenza fondamentale dalla pirolisi è che la gassificazione richiede temperature inferiore e risulta solamente il gas;

    3. Combustione: qui la combustione della biomassa viene condotta ad alte temperature in presenza di abbondante ossigeno, producendo vapore ad alta pressione. Questo vapore viene generalmente utilizzato in caldaie o per azionare turbine. E’ uno dei metodi più comuni al giorno d’oggi, con una efficienza energetica del 20-25%;

    4. Co-combustione: questa pratica propone la sostituzione di una parte del carbone utilizzato da termoelettriche di biomassa. In questo modo ha una significativa riduzione nell’emissione di sostanze inquinanti. La prestazione energetica della biomassa rimane tra il 30 e il 37% ed è quindi una scelta molto efficace ed economica attualmente.

    I vantaggi di sfruttare la biomassa

    Tra i principali vantaggi di utilizzare la biomassa come fonte di energia alternativa, si distinguono:

  • Produce meno inquinanti ed è considerata “energia pulita”;
  • Può essere facilmente trasportata;
  • Applicabile in vari luoghi con facilità;
  • Fonte inesauribile di materie prime;
  • Bassi costi di operazione;
  • Riutilizzo dei rifiuti organici gettati nella spazzatura;
  • Alto rendimento energetico;
  • Come svantaggio l’inconveniente principale di un sistema di produzione di biomassa è l’assenza di un adeguato controllo durante la produzione, la deforestazione dilagante e la perdita di sostanze nutritive del suolo dovuta al taglio improprio di legno.

    Anche le emissioni eccessive di CO2, originate della combustione del legno possono essere dannose per l’ambiente.

  • Valeriana officinalis: cosa è e come viene utilizzata?

    Valeriana officinalis: cosa è e come viene utilizzata?

    La valeriana (nome abbreviato della valeriana officinalis, www.lavaleriana.it), comunemente anche chiamata erba dei gatti grazie alla grande attrazione che esercita sui felini domestici, è una pianta molto diffusa, nota per le sue proprietà sedative e calmanti, visto l’enorme aiuto che è in grado di dare nel favorire il sonno. Spesso si usa in infusi per combattere l’insonnia, per permettersi un po’ di relax o per curare molte patologie dovute a disturbi del sonno.

    La radice della Valeriana

    Infuso di valeriana officinalis
    Infuso di valeriana officinalis
    Sebbene esistano molteplici specie di valeriana, ciò che le accomuna sono sempre le proprietà medicinali della sua radice. Essa infatti contiene, in più alta concentrazione rispetto a tutto il resto della pianta, oli essenziali, inclusi gli acidi valerianico e valerenico che inibiscono quegli enzimi che impediscono il sonno, garantendo all’uomo un grande senso di rilassatezza. Il principale problema nella composizione della radice consiste nell’odore sgradevole che emana, tant’è che viene spesso mischiata insieme ad altre erbe o ingredienti per migliorarne odore e gusto.

    Una pianta millenaria

    Nonostante si possa pensare alla valeriana come un rimedio non troppo antico, in quanto veniva utilizzato dalle nostre nonne e bisnonne come calmante naturale, essa ha una storia molto più lunga. Si hanno segni del suo utilizzo già nelle civiltà greche e romane, tanto da essere descritta già da Ippocrate nel II secolo d.C. come rimedio contro l’insonnia. È restata poi un efficace calmante per tutti i secoli a venire, nel Cinquecento la si usava per combattere tachicardia e mal di testa, mentre nell’Ottocento si passò ad un utilizzo molto più confuso, in quanto la si scambiava per uno stimolante colpevole dell’aggravamento dei sintomi di numerose malattie. Viene poi ripresa durante la Seconda Guerra Mondiale, in Inghilterra, quando veniva distribuita alla popolazione per alleviare lo stress tipico della guerra, causato dai bombardamenti. Da allora non ha mai smesso di essere impiegata come sedativo naturale, sia per normali infusi che per veri e propri farmaci a base di valeriana officinalis.

    Un alternativa naturale

    Spesso, quando ci si trova davanti a sintomi particolarmente gravi di stress, insonnia, disturbi del sonno o mal di testa, si ricorre subito ad un qualche rimedio medico. Utilizzare medicinali in queste situazioni, oltre che a poter essere dannoso, ci espone ad inutili rischi di fastidiose controindicazioni.
    Sono questi i casi nel quale la valeriana, con le sue proprietà incredibilmente efficaci sull’uomo, dovrebbe essere tenuta in seria considerazione.

    Senza esagerare

    Nonostante sia un ottimo alleato nella gestione dello stress quotidiano, come con ogni rimedio, farmaceutico o meno, non bisogna esagerare. Innanzitutto, non bisogna utilizzarla quotidianamente per periodi superiori alle 3-4 settimane, potrebbe provocare cefalee, palpitazioni, irritazioni intestinali e, al posto di effettuare la propria azione calmante, potrebbe servire come stimolante, rendendovi agitati e facilmente irritabili.
    Nel caso in cui poi si superino le dosi consigliate entro le quali, solitamente, non presenta alcuna controindicazione, ingerirne una quantità eccessiva potrebbe portare gli stessi sintomi di un uso prolungato.

    Una pianta miracolosa

    Con la sua nota efficacia nel contrastare ansia, insonnia, cefalee, palpitazioni, vertigini o nervosismo, la valeriana insieme alle sue poche e rare controindicazioni è probabilmente uno dei migliori rimedi naturali da sostituire ad una terapia medicinale che, al suo posto, potrebbe essere eccessivamente dannosa o, addirittura, inutile.