Categoria: Food

  • I tipi di tartufo italiani

    I tipi di tartufo italiani

    Nei periodi autunnali, l’attrazione che da sempre riscuote il maggior numero di appassionati e di neofiti è il tartufo. Questo straordinario elemento riesce da sempre ad essere il re di innumerevoli preparazioni e di piatti pregiati che portano la firma di chef stellati e attrazioni di tutto il mondo nel reparto gastronomico. Molta della passione che il tartufo genera nei suoi più fedeli degustatori risiede nella straordinaria varietà di elementi e tipologie in cui questo elemento si è declinato nel tempo. Oggi, infatti, in Italia esistono moltissime tipologie di tartufo che vengono ogni giorno raccolte, selezionate e provate in ogni preparazione per scovare quale piatto o quale lavorazione possa essere coronata al meglio dall’aggiunta di un buon tartufo. Questo prodotto, infatti, può essere utilizzato in innumerevoli modi sia come soggetto principale del piatto che come accompagnamento di sapore o profumo. La grande varietà di tartufi è da assoggettare alla capacità del tartufo di assorbire le situazioni climatiche attorno al quale nasce.

    Quali sono le tipologie e i luoghi italiani di rilievo

    Come annunciato, l’Italia può vantare un grande numero di tartufi e di località dove poter gustare la qualità massima del prodotto con la certezza di un tartufo raccolto secondo le regole e con una garanzia sulla naturalezza del prodotto certificata. Tra le tappe principali, nella scoperta delle tante tipologie di tartufo, non si può escludere il capitolo del tartufo bianco che ha reso tanto famosa la città di Alba. Il tartufo bianco d’Alba rappresenta oggi una vera eccellenza nel campo della gastronomia italiana, invidiato in tutto il mondo. Il Tuber Magnatum Pico è il nome di battesimo del Tartufo Bianco Pregiato che rappresenta oggi la specie più ricercata. Basti pensare che questo tartufo si inserisce nella fascia alta di mercato oscillando tra i 250 e i 380 euro per etto. Questo tartufo deve la sua fama a ben 120 molecole volatili che ne caratterizzano il profumo intenso ormai ambito da tutte le cucine stellate del mondo. Questo tartufo è conservabile, però, per poco tempo, un massimo di 7 giorni in frigo, perché tende a marcire molto in fretta. Sotto molti punti di vista è preferibile consumarlo a crudo o anche su piatti più semplici che non richiedano una lunga preparazione e una cottura troppo intensa. Viene raccolto nei periodi invernali da settembre fino a gennaio vicino ai tigli, alle querce e ai salici. Un ulteriore tartufo altrettanto ricercato è il Tuber Melanosporum Vittadini, altrimenti noto come il tartufo nero pregiato. Da sempre venduto con altre due varietà, il Tuber Borchii Vittadini o Marzuolo e il Tuber Aestivum Vittadini o Scorzone. Queste tipologie di tartufo, vendute specialmente nelle Marche, e più di preciso ad Acqualagna, rappresentano il volume massimo del commercio di queste zone in quanto se ne vendono oltre 600 tonnellate all’anno. L’odore particolare di questo tartufo risiede nella sua straordinaria capacità di mescolarsi con le preparazioni a base di olio in quanto i suoi aromi si esaltano nelle mantecature. Il periodo di raccolta del tartufo nero pregiato si spinge più in là come tempistiche in quanto parte da dicembre e arriva fino alla metà di marzo. Questa specie si sviluppa vicino ad alberi come il leccio, il cerro e il nocciolo nelle zone dell’Umbria, del Piemonte, dell’Abbruzzo e del Lazio. Lo Scorzone, viceversa, si differenzia per periodi di raccolta e prezzo. Questo è infatti chiamato tartufo estivo proprio perché si sviluppa nei mesi estivi pur conservando un ottimo aroma anche se non cresce in profondità. Un terzo tipo di tartufo è il Bianchetto o Marzuolo. Questa varietà di tartufo bianco è più diffuso in natura e può essere coltivato. Il profumo è molto marcato in quanto a maturazione acquisisce note marcate e quasi piccanti che rimandano decisamente agli aromi dell’aglio. Questa caratteristica lo differenzia dal tartufo bianco pregiato. È raccolto tra gennaio e marzo ai piedi di latifoglie come pini, roverella e faggi nelle zone delle Marche, della Romagna e dell’Umbria. Un’ulteriore classificazione del tartufo nero, riguarda l’uncinato o Scorzone invernale. Raccolto nei periodi tra ottobre e dicembre, questo tartufo condivide con la specie estiva il peridio molto duro che nasconde però un’anima molto più chiara che tende ai colori della nocciola. L’odore è però la caratteristica che lo distingue maggiormente. L’uncinato riesce a generare un odore molto più incisivo rispetto allo Scorzone estivo e per questo è maggiormente ricercato. Quest’odore è generato dai diversi alberi vicino cui cresce; l’uncinato si può trovare vicino ai pioppi, ai carpini neri e ai noccioli.

  • Cesto enogastronomico per un prefetto regalo natalizio made in Italy

    Cesto enogastronomico per un prefetto regalo natalizio made in Italy

    Natale è la festività più bella attesa da tutti, in questo giorno meraviglioso e ricco di gioia vi è la possibilità di passare del tempo prezioso con i propri cari. É inevitabile non fare dei doni e tra le idee migliori e di alta qualità spicca il cesto di Natale enogastronomico. Con questa scelta potrete andare sul sicuro, piacerà a tutti coloro a cui lo proporrete. Si tratta di un regalo o un acquisto personale decisamente unico e utile, in quanto i prodotti artigianali presenti nel cesto risultano freschi e squisiti sotto tutti i punti di vista.

    Il Natale è dietro alle porte e questo sta a significare soltanto una cosa, iniziare a pensare al regalo perfetto da fare senza dover cercare all’ultimo minuto qualcos’altro o non trovare il cesto di Natale ideale.

    Festeggiare in compagnia il Natale è decisamente importante e per passarlo nel migliore dei modi in assoluto è altrettanto fondamentale sorprendere i propri amici o parenti con un dono come questo, dato che rappresenta un articolo professionale e di alta qualità.

    Regalo perfetto per la notte del 24 dicembre

    Il cesto enogastronomico di Natale è il dono perfetto che piace di sicuro a tutti, per questo motivo è importante trovare quello migliore e più completo presente in commercio. Regalare un cesto natalizio Riserva d’Italia significa far felice un proprio caro che sia un conoscente, un parente, un amico o collega.

    Questo gesto fatto di amore verso chi volete bene permetterà alla persona che riceverà il dono di mettere sotto l’albero di Natale un regalo fantastico e decisamente unico, in quanto gli alimenti del Belpaese faranno una gran bella figura sotto l’abete ricco di luci e decorazioni.

    Il gusto dei prodotti presenti nel cesto di Natale enogastronomico risulta squisito, ecco perché chiunque riceverà questo dono vi ringrazierà del pensiero avuto nei suoi confronti.

    Tranquilli, i cesti regalo enogastronomici natalizi Riserva d’Italia sono progettati per accontentare proprio tutti, infatti sono realizzati in base all’età e ai gusti di ogni persona, sono articoli genuini e deliziosi, per questo saranno graditi proprio da tutti.

    Sotto l’albero di Natale questo regalo risulterà decisamente unico e originale, renderà l’aria natalizia più bella e felice.

    Nel caso in cui i cesti natalizi già confezionati non siano di vostro gradimento, avrete la possibilità di personalizzare i prodotti all’interno della cesta.

    Ecco perché questa idea può essere personalizzata a 360° in base alle vostre preferenze e richieste. Questi cesti risultano ideali da donare la notte di Natale ai vostri cari, li renderete davvero contenti sia perché gli avrete dedicato un pensiero sia un regalo originale e perfetto.

    I prodotti Riserva d’Italia presenti quest’anno soddisfaranno tutte le aspettative sia personali sia di chi riceverà il prodotto. Si tratta di un’idea unica adatta anche per stupire il posto in cui si lavora, ringraziando la propria azienda, i colleghi, i clienti, amici, dipendenti, etc.

    Attraverso questi cesti natalizi potrete far sentire chiunque speciale e unico, si tratta di prodotti che nascono in particolar modo con l’obiettivo di unire autenticità e genuinità, i prodotti alimentari realizzati dall’azienda risultano squisiti dato che vengono preparati con le materie prime migliori in assoluto.

    Articoli tradizionali e confezioni eco-sostenibili

    Il cesto di Natale personalizzato è un dono meraviglioso da acquistare sia a livello personale sia da regalare a chi si ama e vuole bene. Riserva d’Italia realizza pacchi con materiale ecosostenibile, caratteristica che tende a rispettare sia l’ambiente sia la salute delle persone. La casa produttrice ha come obiettivo quello di portare sulle tavole italiane i prodotti più buoni del nostro paese. Donare a chi amate un cesto di Natale Riserva d’Italia vuol dire rendere felice chi lo riceverà, in Italia consumare i prodotti alimentari di alta qualità e sempre freschi è simbolo di una buona tradizione.

    Cesti di Natale enogastronomici – Personalizzare la confezione non è mai stato così semplice

    I cesti di Natale enogastronomici Riserva d’Italia possono essere tranquillamente personalizzati. Realizzare un biglietto di auguri e un packaging originale farà sicuramente la differenza, in quanto risulterà un prodotto esclusivo e non comune, che non potrà essere trovato da nessun’altra parte.

    Tutto quello che bisogna fare è scegliere i prodotti preferiti e selezionare le personalizzazioni per scatola e biglietto. Grazie al cesto di Natale enogastronomico potrete regalare a chi amate non soltanto un dono meraviglioso ma un Natale magico e squisito.

  • Poke: che cos’è e quali sono i suoi ingredienti?

    Poke: che cos’è e quali sono i suoi ingredienti?

    Uno dei piatti che maggiormente hanno ottenuto successo all’interno della cultura occidentale deriva direttamente dalla cucina hawaiana e, attraverso una serie di accorgimenti e di realizzazioni tutte occidentali, è stato determinato un grandissimo seguito che oggi coinvolge giovani, adulti e amanti di un certo tipo di cucina. Si tratta del poke (o poké, secondo la rappresentazione grafica specifica), piatto hawaino a base di pesce crudo e altri ingredienti che ricorda molto da vicino le sensazioni provate attraverso il sushi, per quanto il modo di realizzarlo sia completamente differente, sia per la trattazione degli alimenti, sia per le spezie e le associazioni specifiche tra gli stessi. Se è vero che dal 2017 in poi, con l’apertura delle prime pokerie milanesi, il poke ha ottenuto successo, è pur vero che negli ultimi anni questa tipologia di cibo si è espansa particolarmente e in modo molto veloce: ma che cos’è un poke e quali sono i suoi ingredienti?

    Che cos’è il poke e come si realizza?

    La tradizione occidentale porta molti piatti di altre cucine ad essere realizzati attraverso delle forme mediate, che permettano a tutti di poter godere di alcuni gusti e alcune prelibatezze. Se nel caso del sushi, ad esempio, si mangiano alcune tipologie di cibi che in Giappone sono assolutamente sconsigliati (associazione tra pesce crudo e fritto, abbondanza di salsa di soia, pezzi di dimensioni particolari e tanto altro ancora), nel caso del poke si è cercato di replicare una forma simile a quella della cucina orientale, sia per la scelta degli ingredienti, sia per quel che concerne sapori che a tutti potessero essere familiari. 

    In linea di massima, poke significa “tagliare a pezzi” in hawaiano, e ciò sottolinea quale sia la componente di questo piatto: pesce crudo tagliato a pezzi, associato a riso e altri ingredienti specifici che possono essere richiesti e personalizzati da parte di chi vuole gustare il famoso piatto. La caratteristica del poke è proprio questa: se nel sushi, infatti, i pezzi vengono serviti singolarmente, nel poke si fa un’unione di diversi ingredienti che vengono associati per le loro caratteristiche, cercando di creare un composto giusto e che sia prezioso anche e soprattutto per il palato. Se non dovesse essere semplice scegliere, diverse pokerie mettono a disposizione ciotole già assemblate, con ingredienti che si accostano bene l’uno all’altro e che sono speziati e conditi anche al meglio, attraverso una corretta associazione di ogni componente.

    Gli ingredienti di un poke

    Venendo alla parte più divertente, per quel che concerne la struttura di un poke, si possono considerare tutti gli ingredienti che possono comporre una ciotola caratteristica hawaina; ovviamente, questi ingredienti non sono gli stessi che si possono trovare all’interno della cucina occidentale, per quanto la maggior parte degli stessi coincida. In linea di massima, si tratta di: tonno pinna gialla, sale marino, salsa di soia, inamona, olio di semi di sesamo, alghe marine, peperoncino. 

    A questi ingredienti, generalmente nella cucina occidentale si associano anche il tonno e il salmone, caratteristici del modo di realizzare il poke da parte della cucina giapponese, che predilige questi due ingredienti che sono trattati allo stesso modo del sashimi, per poi essere spezzati. Ovviamente, cambiano anche gli ingredienti secondari, ereditati da cucina cinese e giapponese: dalle mandorle alle carote, passando per cipolle e cipollotti, edamame e altri semi che possono essere uniti al piatto principale. 

  • 3 ricette veloci e infallibili che non puoi farti mancare a tavola

    3 ricette veloci e infallibili che non puoi farti mancare a tavola

    Sedersi a tavola a mangiare con la famiglia o con gli amici è uno dei migliori piaceri della vita; spesso, però, il tempo a disposizione per preparare deliziosi manicaretti di cui godere insieme è davvero poco, per cui si tende a ripiegare su ordinazioni a domicilio e take away, non sempre sani né di qualità. Fortunatamente la tradizione culinaria italiana è una delle più ricche al mondo e non mancano ricette salva-vita, pensate proprio per quando si ha poco tempo ma non si vuole rinunciare al gusto e alla qualità del cibo.

    Vediamo ora tre ricette velocissime da realizzare, a base di ingredienti di uso comune e dal costo molto contenuto: un primo piatto di zucchine e formaggio spalmabile, un secondo a base di petto di pollo e un piatto unico davvero sfizioso che potrebbe diventare il preferito dei più piccoli.

    PRIMO PIATTO: PASTA CON ZUCCHINE E FORMAGGIO SPALMABILE

    Questa prima ricetta è molto adatta ai pranzi veloci, specialmente quelli estivi per via della nota di freschezza che il formaggio spalmabile dona al condimento.

    Di cosa abbiamo bisogno?

    • Pasta, preferibilmente corta. La quantità naturalmente varia in base al numero di commensali;
    • Olio q.b.;
    • Uno scalogno;
    • Zucchine: per questa ricetta basterà usare una zucchina intera ogni due persone;
    • Formaggio spalmabile: a discrezione e in base alla disposizione, i più consigliati sono lo stracchino e la Philadelphia.

    Preparazione passo dopo passo

    Per prima cosa, mettiamo su l’acqua per la pasta, saliamola e buttiamo la pasta appena raggiunta l’ebollizione. Veniamo al condimento: in una padella facciamo rosolare lo scalogno nell’olio, nel frattempo laviamo e mondiamo le zucchine; tagliamo le zucchine a dadini e le mettiamo a rosolare con lo scalogno. Poco prima che la pasta sia pronta, abbassiamo la fiamma alla padella e al composto di zucchine e scalogno uniamo il formaggio spalmabile e mescoliamo fino a creare una crema. Una volta pronta la pasta, non resta che condirla con la nostra crema di formaggio e zucchine. A discrezione, è possibile arricchire il piatto con una spolverata di parmigiano o un pizzico di pepe.

    SECONDO PIATTO: PETTO DI POLLO “SABBIOSO”

    Grazie alla sua preparazione facile e veloce, questo secondo piatto “rischia” di entrare di diritto nella vostra routine settimanale.

    Ingredienti:

    • Petto di pollo: 200 gr a persona;
    • Pan grattato: circa 50 gr a porzione;
    • Olio;
    • Sale;
    • Pepe, discrezionale.

    Preparazione passo dopo passo
    Iniziamo tagliando il pollo a striscioline e trasferendolo in una ciotola di medie dimensioni. Aggiungiamo dell’olio e mescoliamo il tutto con l’aiuto di un cucchiaio. A questo punto, bisogna aggiungere il pangrattato, il sale e – se si gradisce – il pepe; mescolare il tutto per far sì che il pollo risulti ben panato; dopodiché, scaldiamo un filo d’olio in una padella grande e, una volta che questa sarà calda, poniamo dentro le nostre striscioline. Il tempo di cottura è di circa dieci minuti, ma sarà sufficiente verificare che ogni strisciolina sia ben dorata; è un piatto da consumare preferibilmente caldo.

    PIATTO UNICO: MINI TORTE SALATE

    Le torte salate sono il piatto salva-cena per eccellenza. Di seguito la ricetta per prepararne una versione mignon veloce e incredibilmente sfiziosa.

    Cosa ci serve per quattro persone?

    • Farina: 250 gr;
    • Uova: 1;
    • Prosciutto cotto: 100 gr;
    • Scamorza: 200 gr;
    • Latte: 100 ml;
    • Burro fuso: 40 gr;
    • Lievito istantaneo: 8 gr;
    • Sale.

    PREPARAZIONE PASSO DOPO PASSO

    Iniziamo rompendo l’uovo in un recipiente piuttosto grande – per agevolare la preparazione – e versando latte e sale, mescoliamo il composto. Continuando a mescere, aggiungiamo il burro fuso. Una volta ottenuto un composto omogeneo, è il momento di aggiungere il prosciutto cotto e la scamorza tagliati a dadini. Senza smettere di mescolare, versiamo nel recipiente anche la farina e il lievito. Continuiamo a mescolare finché il composto non risulti ben amalgamato. Nel frattempo preriscaldiamo il forno a 180° e predisponiamo la forma delle mini torte salate: con l’aiuto di un cucchiaio formiamo delle palline di impasto e poniamole distanziate fra loro su una teglia foderata di carta da forno.

    Il tempo di cottura ideale a 180° è di circa 18 minuti e possono essere consumate sia calde sia fredde.

  • Criteri basici per preparare un impasto per pizza perfetto

    Criteri basici per preparare un impasto per pizza perfetto

    Preparare un buon impasto per la pizza non è così facile come si potrebbe pensare, basta variare alcune piccole dosi di ingredienti come troppa o poca farina, troppa o poca acqua, quantità di lievito o l’errato tempo di riposo e lievitazione per decretare il più amaro dei fallimenti!

    Mi chiamo Ciro (come ogni buon Napoletano) ed oggi dopo una lunga gavetta, carriera e studi inerenti alla gastronomia della panificazione tradizionale napoletana, sono diventato un pizzaiolo professionista, ho aperto da circa 25 anni una tipica pizzeria Napoletana a Milano, il nome della mia attività è: “Pizzeria ‘A Tarantella” e questo è il sito web della pizzeria.

    Mi trovo con un mio amico a scrivere questo breve articolo per raccontarvi simpaticamente come con un po’ di cocciutaggine e volontà di fare le cose mi abbiano portato da completo ignorante del settore, a pizzaiolo professionista ormai quasi solo imprenditore del settore gastronomico.

    Ecco la storia della mia prima pizza:

    Il primo impasto per pizza che ho cercato di creare nella mia vita è uscito davvero un obbrobrio, qualcosa di indescrivibile ed impresentabile, ero giovane ed inesperto e l’impasto risultò carino visivamente, un po’ voluminoso in quanto a lievitazione, ma tutto sommato, sia al tatto che a livello elastico, secondo la mia poca esperienza sembrava ok…

    … Non avrei mai pensato che un mostro potesse travestirsi così bene da impasto, al momento della preparazione della pizza e della sua stesura sono stato un poco troppo generoso nelle dosi, ma senza esagerare, comunque dosi per le quali non meritavo ciò che in realtà successe al momento della cottura in forno…

    … Non ho mai ben capito cosa accadde in cottura o perchè successe quello che sto per descrivere, ma condita la pizza con la salsa di pomodoro, la mozzarella ed il basilico e, dopo averla adagiata comodamente nella teglia oliata, iniziai a percepire visivamente che qualcosa non stava andando nel verso giusto…

    … La “faccia” della mia prima pizza non sembrava affatto male in quanto ad appetibilità, il problema si intravedeva un poco alla volta sul cornicione e in alcune zone dell’impasto, dove era scoperto dagli ingredienti: sembrava marmo, un muro di granito farinacea a prova di proiettile, la pizza si trasformò durante la cottura in un biscottone enorme da 50×40 cm…

    … Al momento del taglio, sarebbero serviti strumenti da squadra per demolizioni: martello, scalpello, martelletti pneumatici, flessibili o roba simile; dopo un difficoltoso vis a vis con la mia “splendida” pizza, con molta fatica riuscii a tagliarne una fetta, al momento dell’assaggio, quasi persi tutta l’arcata superiore dei miei poveri dentini… 

    … L’esperimento pizza era miseramente fallito ed io ero molto amareggiato, capii infine di aver usato anche troppo impasto perché la teglia si aggirava attorno ai 3 kg… delusione totale e totale inesperienza furono i miei fissi compagni di viaggio per altri 2 o 3 esperimenti analoghi!

    Ma io ho la testa dura e finalmente conobbi a Napoli i miei grandi maestri artigiani della vera pizza, lavorando accanitamente per ben 3 pizzerie tipiche di Napoli, molto conosciute, appresi diverse tecniche, completai inoltre i miei studi su altre tecniche della classica panificazione Partenopea che comprendevano anche i dolciumi e la friggitoria tipica Napoletana.

    Ora che ho un po’ di formazione alle spalle posso finalmente permettermi di consigliare un qualche tipo di ricetta, ecco come preparare un impasto per un’ottima pizza, questa volta nel modo corretto!…

    Dosi e preparazione di un tipico impasto per la pizza tradizionale

    Anzitutto procuriamoci gli ingredienti:

    N.B: con queste quantità potrete fare circa 8 pizze di 35 cm di diametro

    • 1 L. d’acqua
    • 50 g. sale
    • 3 g. di lievito (se utilizzate quello fresco) – 1 g. (per il secco)
    • 1,75 kg farina “00”

    Per un impasto tradizionale occorre unicamente amalgamare i 4 elementi principali: farina, lievito, sale e acqua.

    L’acqua è molto importante soprattutto sotto l’aspetto della temperatura, che deve essere attorno ai 21 gradi; la farina è da tenere sott’occhio riguardo al valore della sua forza che deve rimanere compresa tra questi valori W-280 / W-300, detto questo si può usare farina tipo “00” o miscele di farine anche integrali basta che rientrino in quel range di forza (media); sale fino da cucina; lievito va bene quello di birra si fresco che secco.

    Preparazione:

    • consigliamo di utilizzare le mani, i macchinari rischiano di scaldare troppo l’impasto modificandone le proprietà; quindi versare il litro d’acqua in un contenitore molto capiente assieme al sale cercando di farlo totalmente sciogliere.
    • Sciogliere nel liquido anche tutto il lievito ed aggiungere una bassa percentuale della farina, circa 8-10% del peso totale fino a quando tutto il lievito sarà dissolto (utilizzare un mestolo di ferro)
    • Ora aggiungere man mano la farina, sempre aiutandoci con un qualcosa per mescolare, non a mani nude, fino a quando la farina sarà graduatamente e totalmente assorbita dall’impasto.
    • Se volete per forza utilizzare l’impastatrice, occorrono circa 20 minuti a max vel. Mentre per chi come me quando si fa la pizza a casa, utilizza le manine, teniamo con una mano il contenitore fermo e con l’altra impastiamo, facendo attenzione a non sporcarle entrambe. Il movimento dev’essere a cerchio dal basso, portiamo l’impasto verso l’alto e lo rischiacciamo con decisione sulla superficie, fino a quando non ci sarranno più tracce di farina e l’impasto riuscirà a staccarsi dai bordi del contenitore.
    • N.B.: mai rompere l’impasto, si rovina!… Prendete il vostro impasto e ponetelo su un piano infarinato continuando ad impastare con tutte e 2 le mani per almeno 15 minuti.
      Continuiamo ad impastare fino ad ottenere una pasta liscia, morbida ed elastica ma che non si attacca alle mani.
    • Ora coprirlo con uno straccio inumidito e metterlo a riparo da fonti di calore, acqua o vento, ad una temperatura ambiente tra i 21 e i 27 gradi.
    • Attendere circa 2 ore per far raddoppiare l’impasto mezzo lievitazione.
    • Riprendere in mano il blocco ben lievitato e impastarlo nuovamente con molta più calma e dolcezza… Cercando di riconferirgli la sua forma a circonferenza.
    • E’ giunto il momento di suddividere i panetti, i quali dovranno pesare circa 190/240 grammi in modo da ottenere pizze da più di 30 cm per diametro. Per questa operazione occorre una lunga lama ed una bilancia; ogni volta che otteniamo un panetto dobbiamo rimodellarlo e chiuderlo alla base conferendogli la sua classica forma arrotondata.
      Fatto ciò disporre il panetto in un contenitore per poi coprirlo per altre 4 o 6 ore a seconda della stagionalità, il grado di lievitazione cambia a seconda del clima (6 ore per i periodi più rigidi).
    • STESURA DELL’IMPASTO: qui daremo forma alla nostra bella pizza, cercando in particolar modo di appiattire il centro spingendo tutta l’aria possibile verso il perimetro, per fare ciò occorre ancora il piano infarinato, spingere ora con le sole dita l’impasto in modo da spingere verso l’esterno l’aria e dandogli un aspetto uniforme, aiutiamoci ruotandolo (altezza dal centro verso l’esterno tutta alla pari: al centro non più di 4-5 mm ed al cornicione tra gli 1-1,5 cm).
    • GUARNITURA: scegliere il condimento della nostra pizza, consiglio, le prime volte utilizzate sempre la salsa di pomodoro come base e mozzarella per pizza.
    • COTTURA: essendo in casa e non avendo purtroppo a disposizione un forno a legna (nel forno a legna le pizza cuciono in 70/90 secondi), bisognerà optare per un forno elettrico o a gas che arrivi a temperature elevate (490 gradi), oppure optare per alcuni prodotti molto validi appositamente designati per la pizza fatta in casa.
      Nel forno tradizionale bisognerà invece mettersi l’anima in pace e seguire la cottura step by step in quanto occorrerà molto più tempo e bisognerà stare molto attenti, perché ogni forno è differente da un’altro.

    BUONA PIZZA A TUTTI!…

  • Consegna a domicilio, gli italiani si scoprono pantofolai

    Consegna a domicilio, gli italiani si scoprono pantofolai

    La consegna del cibo a domicilio è ormai una realtà diffusissima anche in Italia, Paese che avevamo sempre immaginato come innamorato di ristoranti e trattorie, disposto a qualunque tipo di sacrificio per mangiare bene.

    Un popolo, almeno quello dello stereotipo, disposto anche a passare ore al tavolo, senza preoccuparsi del tempo che passa, anzi, guardando con sospetto il cibo fast.

    Oggi le cose sono cambiate radicalmente e, anche in Italia, è possibile ordinare il proprio panino preferito direttamente dallo smartphone.

    Se ne sono accorti, avendo in realtà guidato questa trasformazione, anche i migliori gruppi del food & beverage a livello internazionale. Su tutti McDonald’s, gruppo che ha recentemente lanciato il suo servizio McDelivery, che consente di ordinare il proprio menù preferito direttamente dal proprio smartphone, senza muoversi da casa.

    Siamo davanti ad un’autentica rivoluzione, che al netto di chi storce il muso, ha preso piede in Italia come altrove, tra grandi e piccini ed è parte integrante del nuovo modo di vivere il cibo, anche in un Paese come il nostro, votato allo slow food.

    Come funziona McDelivery?

    McDelivery è un sistema facile da utilizzare. Basta avere un PC o uno smartphone, scegliere il menù, il panino, il contorno o il dessert che si preferisce e aspettare il tempo necessario al ristorante per processare l’ordine.

    In poco tempo il panino arriverà a casa nostra ancora caldo, pronto per essere consumato davanti ad un film o in compagnia degli amici

    Perché tutti lo amano, perché conviene?

    Il discorso è relativamente semplice, con i dati che supportano quella che è la nostra teoria. Gli italiani hanno, finalmente, cominciato ad avere un approccio più elastico e più rilassato nei confronti del cibo, riconoscendo il valore di grandi gruppi internazionali che, soprattutto nel nostro Paese, pongono un accento importante e fondamentale sulla qualità del loro prodotto.

    In aggiunta è necessario tenere conto della comodità: nulla può battere la praticità di ordinare il proprio panino preferito direttamente dal proprio smartphone, con un solo dito, avendo come unica preoccupazione quella di andare ad aprire la porta alla consegna.

    Comodità, praticità, gusto: un trittico di valori difficilmente battibili da formule all’italiana che spesso mostrano gli anni che hanno.

    Per chi è invece alla ricerca di qualcosa di più ricercato, pur condividendo questa passione per la comodità, c’è sempre la possibilità di affidarsi ad uno chef a domicilio, per cene o pranzi decisamente più complessi e costosi. Un lusso per pochi però, difficile da confrontare con la quintessenza della democrazia orizzontale, quel fast food che mette tutti d’accordo: giovani e vecchi, ricchi e poveri, appassionati di alta cucina e paninari d’altri tempi.

    Staremo a vedere cosa ne sarà del futuro della cucina italiana, per ora gli italiani sembrano aver scelto: la consegna a casa piace molto. Segnale per chi lavora ancora alla vecchia maniera?

  • Le migliori ricette di pesce siciliane

    Le migliori ricette di pesce siciliane

    Ecco alcune delle migliori ricette di pesce e come poterle gustare senza dover spendere nemmeno un euro in ingredienti, grazie al servizio che viene offerto dal sito web di Ciboon.

    Le migliori ricette di pesce: i primi piatti

    Sono tantissime le ricette di pesce che si possono assaporare, e che permettono di creare un menù che risulta essere veramente perfetto.
    Come prime pietanze vi è la semplice pasta coi frutti di mare, che deve essere accompagnata ovviamente dal sugo e dal condimento, quale basilico e prezzemolo, per dare un sapore migliore alla stessa pasta.
    Ovviamente non può mancare la classica zuppa di pesce, che altra non è se non una zuppa semplice che viene accompagnata dalla presenza di un crostaceo, in questo caso gamberetti, che daranno un sapore deciso alla stessa zuppa, nonché un aspetto visivo piacevole da osservare.
    Il risotto alle capesante, così come le linguine all’astice sono tantissimi altri primi piatti di pesce che possono essere definiti come i migliori, visto che questi riescono a dare una sensazione piacevole non appena vengono gustati.

    I migliori secondo piatti di pesce

    Ovviamente, le ricette di pesce non riguardano solo ed esclusivamente i primi piatti, ma anche i secondi, i quali riescono ad avere un gusto deciso e soprattutto permettono di dare libero sfogo alla fantasia di coloro che li preparerà.
    Come migliori secondi piatti è possibile sottolineare la presenza dei calamari ripieni, che possono essere imbottiti di ortaggi o affettati e formaggi ed essere cotti sia al forno che fritti.
    Non mancheranno nemmeno le cozze gratinate, così come il pesce alla griglia accompagnato da una rametto di rosmarino, che contrasterà perfettamente il sapore del pesce.
    Tante pietanze dunque anche nella categoria dei secondi piatti, che saranno in grado di accompagnare i primi e creare un menù a base di pesce veramente straordinario.
    A queste due pietanze possono essere aggiunte anche diverse altre preparazioni a base di pesce, come insalata di mare o di polpo, che rappresentano degli antipasti veramente squisiti.

    Dove trovare con facilità tutte queste pietanze

    Se si hanno delle difficoltà nel preparare tale pietanze, oppure si vuole evitare lo stress di doverle preparare, la soluzione ideale sulla quale fare affidamento è rappresentata dal web, ed in particolar modo dal sito di Ciboon.
    Questa piattaforma ha una caratteristica particolare, ovvero consente a chi vuole gustare queste pietanze, di poterle ordinare dal ristorante di pesce a Messina senza dover chiamare il locale e senza dover spendere del denaro per effettuare la telefonata.
    La piattaforma offre infatti la possibilità di trovare il locale che si presta perfettamente alle proprie esigenze, ovvero quello che prepara queste ricette a base di pesce.
    Questi locali potranno essere trovati inserendo, nel motore di ricerca del sito, il proprio indirizzo di casa, in maniera tale che Ciboon trovi tutti i locali presenti nella città e quelli più vicini all’abitazione del cliente.
    Con tale meccanismo i clienti potranno trovare il locale che si adatta alle loro esigenze, ed allo stesso tempo avranno la possibilità di leggere il menù.
    Se questo rispecchia le proprie voglie culinarie, basterà ordinare le pietanze e stabilire l’orario di consegna, inserendo l’indirizzo di casa propria.
    In maniera puntuale, e senza che vi siano dei costi aggiuntivi, grazie a Ciboon i clienti potranno assaggiare alcune delle migliori pietanze a base di pesce, sia primi che secondi e antipasti.